21 / Aprile / 2019

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Addio pellicce anche per Michael Kors (e Jimmy Choo!)

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Activist's disruption during Kors event Photo: AFP photo

Riprendo volentieri il mio post dell’altro giorno su uno dei trend più forti del 2017 ovvero l’eco-moda e la sostenibilità, perché un altro designer, Michael Kors, uno dei più importanti nomi della moda americana, rinuncerà alle pellicce animali entro il 2018, quindi a breve.

Per Kors deve essere stata una decisione maturata soprattutto dopo il 21 giugno scorso, quando venti attivisti per i diritti degli animali hanno fatto irruzione al Metropolitan Museum of Art di New York durante un intervento del designer; occupati palco e balconata, gli attivisti avevano imitato, urlando, i versi degli animali uccisi per la loro pelliccia e mostrato immagini cruente e slogan a tema come ‘fuck fur’. Ma le proteste durante la Fashion Week newyorchese erano costanti anche prima del blitz, con cartelli e pupazzi insanguinati.

“Per via degli sviluppi tecnologici nella produzione, abbiamo ora la capacità di creare qualcosa di esteticamente lussuoso utilizzando pelliccia non animale” ha dichiarato il marchio in una nota, anticipando che fornirà degli esempi alle prossime sfilate di febbraio.

La nuova politica sarà applicata a tutti i marchi del gruppo, compreso Jimmy Choo che Michael Kors ha acquisito lo scorso luglio, di conseguenza anche l’iconico marchio di calzature farà d’ora in poi a meno delle pellicce animali.

Avanti così, quindi, in attesa delle rinunce degli altri brand. Eco-à-porter si fa più vicino!

 

Dal team di Freitag® con amore❤️

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From F-crew with love Freitag®

Per tutti gli amanti delle borse e degli accessori del marchio svizzero Freitag®, realizzati, si sa, con i teloni riciclati dei camion, una bella opportunità natalizia; il team, o meglio la ‘F-crew’, come ama definirsi l’intera squadra dietro (e davanti perché sono compresi anche i commessi dello store) al brand che ha sede a Zurigo, regala qualcosa di molto personale ed esclusivo ovvero, udite udite, le proprie borse private! Si tratta di pezzi unici tra cui F-borse dai colori particolari o in modelli ormai fuori mercato da cui i ragazzi del team si separano a malincuore perché si tratta proprio della loro borsa preferita, portata più o meno a lungo fuori e dentro l’azienda.

I preziosi regali sono 44 in tutto e il modo in cui saranno distribuiti “non sarà deciso né dalla sorte, né dalle conoscenze giuste, né dalle mazzette che si danno, come succede di solito a Natale”, bensì solo da poche righe che dovranno convincere il proprietario della borsa a cederla in buone mani.

Per chi vuole partecipare all’iniziativa ‘From the F-crew with love‘, senza ovviamente certezza di ricevere l’ambito regalo, basta compilare e inviare il modulo online in inglese o tedesco che si trova sotto ogni storia legata al proprietario/a dell’oggetto del desiderio. Se riuscirete ad intrigarlo/a, un pezzo del suo cuore andrà a voi.

Il primo carico di regali è già partito ma c’è tempo fino alle ore 9 del 15 dicembre per rientrare nel secondo carico, mentre il terzo e ultimo è previsto a partire dal 15 dicembre.

Anche io, F-dipendente, ho mandato la mia letterina e anche se so che non devo crearmi aspettative, sono qui che fremo come la bambina di una volta in arrivo del Natale.

PS: poi vi dico se ho vinto😉 (e cosa)

L’UNEP premia la moda sostenibile

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Kaya Dorey

Ogni anno sei giovani provenienti da tutto il mondo vincono lo ‘Young Champion of the Earth‘, voluto dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) insieme all’azienda Covestro, a sostegno della tutela ambientale e dell’uso sostenibile delle risorse naturali; il premio consiste in 15.000 dollari di finanziamento di base, oltre a una formazione intensiva e al tutoraggio su misura affinché i progetti presentati possano essere realizzati.

Quest’anno, tra i sei vincitori proclamati nel mese di novembre, c’era anche Kaya Dorey, 29enne designer di North Vancouver, città canadese della Columbia Britannica, che ha vinto per la sua innovazione nel settore dell’abbigliamento sostenibile. Il suo marchio, NOVEL SUPPLY CO., produce abiti privi di coloranti tossici e di sintetici, valorizzando tinture ecologiche e materiali naturali come il cotone organico e soprattutto la canapa che, afferma Dorey, “è la fibra più sostenibile che ho in mente perché per produrla ci vuole molta meno acqua rispetto alle altre colture”.

Ma il valore aggiunto del progetto della designer è che l’attività dietro al marchio si basa sulla filosofia di produzione ‘a circuito chiuso’ ovvero su un programma di ‘ritiro’ cui Kaya sta lavorando, che prevede che l’azienda si assuma la piena responsabilità dei capi prodotti una volta consumati, oltre a garantire che vi sia una soluzione per qualunque rifiuto creato nel processo di produzione.

Inoltre Dorey sogna di creare un centro di produzione automatizzato per altri brand locali di abbigliamento, in cui i macchinari dovrebbero produrre abbigliamento e insieme facilitare la ricerca sulla componibilità dei tessuti e l’innovazione di nuovi materiali più sostenibili. L’ambizione della designer è che questo suo modello prenda piede in tutto il mondo e affinché ciò accada chiede unità di intenti ma anche di azioni.

Auguri Kaya!

Mai più pellicce per la VF Corporation

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VFC is fur free

E’ una gran bella notizia, di quelle che scaldano il cuore in queste prime giornate di freddo intenso; la VF Corporation, multinazionale statunitense di abbigliamento cui fanno capo più di 20 marchi tra cui Lee®, Wrangler®, Timberland®, The North Face®, Napapijri® Vans® e tanti altri famosi brand, ha appena aderito al Fur Free Retailer program nell’ambito di una partnership con la Fur Free Alliance, la coalizione internazionale composta da 43 importanti organizzazioni internazionali di protezione degli animali.

Niente più pellicce animali (e nemmeno lana da conigli d’angora e pelli da specie esotiche) quindi per firme storiche dell’outdoor, jeanswear e sportswear che si sono comunque già impegnate negli anni in politiche e strategie globali di rispetto e benessere degli animali; Napapijri®, ad esempio, non la utilizza dal 2015, quando ha adottato approcci innovativi per eliminare gradualmente materiali di derivazione animale (la sua ultima collezione autunno/inverno 2017/2018 è al 100% priva di pelliccia e piuma d’oca).

Letitia Webster, Vice President of Global Corporate Sustainability di VF si dichiara soddisfatta dell’accordo, così come Joh Vinding, presidente della Fur Free Alliance, la prima affermando che continueranno a collaborare con le organizzazioni animaliste per promuovere lo sviluppo di materiali alternativi a quelli animali, il secondo auspicandosi che il fur-free diventi una normalità nel mondo della moda.

In Italia la Fur Free Alliance è rappresentata dalla LAV che, tramite Simone Pavesi, responsabile area moda Animal Free, ritiene la scelta della Vf un “forte messaggio di cambiamento culturale”.

La strada è quella giusta, continuiamo a percorrerla insieme.

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