Paris Postmark

Parigi e la moda, un legame indissolubile lungo una vita. Ma se la capitale francese vuole continuare a mantenere vivo questo rapporto che racchiude secoli di storia, deve essere consapevole dei cambiamenti che stanno avvenendo anche in questo settore, un settore che, qui l’abbiamo detto tante volte, ha grandi responsabilità nei confronti dell’inquinamento ambientale e, di conseguenza, dei disastrosi effetti legati ai cambiamenti climatici.

Tutte gli operatori del settore, a livello internazionale, si stanno muovendo in questo senso; prendiamo ad esempio Milano con la Camera Nazionale della Moda Italiana, che ha messo al centro il tema ‘sostenibilità’ da quando Carlo Capasa ne è diventato Presidente. L’ente sta dando sempre più spazio agli eco-designer che sfilano durante la fashion week, poi ci sono i Green Carpet Fashion Awards che ogni anno puntano i riflettori sulla moda green premiando chi si impegna in questo senso, supportati anche dal nostro Ministero per lo Sviluppo Economico.

E Parigi? Non è da meno. A poche settimane dalle sfilate autunno inverno 2019/2020, nasce ‘Paris Good fashion’, un’iniziativa che coinvolge tutte le associazioni francesi più importanti come l’Institute Français de la Mode, la Federation de la Haute couture et de la Mode, la piattaforma di nuovi talenti Eye on Talents, la Fondazione Ellen MacArthur e le Galleries Lafayette, oltre a marchi e designer, tutti insieme per stabilire una roadmap da seguire per rendere Parigi la capitale sostenibile della moda.

La roadmap della sostenibilità verrà presentata a giugno e si concentrerà su come creare un’economia circolare, migliorare l’approvvigionamento e la tracciabilità dei prodotti e rendere la distribuzione e la comunicazione, compresa quella legata alla settimana della moda parigina, più sostenibili.

‘Paris Good Fashion’ si dà anche un obiettivo temporale: il 2024, anno in cui Parigi ospiterà le Olimpiadi.

Antoinette Guhl, vice sindaco di Parigi, che ha presentato il progetto insieme alla ex giornalista di moda Isabelle Lefort, ha parlato di “inventare un nuovo futuro per la moda, incoraggiando la creatività mentre combattiamo i cambiamenti climatici” e questo “continuando a produrre in Francia e tutelando le risorse naturali e il lavoro degli artigiani”.

Ottime premesse. E promesse.

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