Nel giro di pochi giorni ritorno a parlare di un marchio scoperto a Milano a ‘Fa’ la cosa giusta‘, cosa che comunque mi ero ripromessa di fare al ritorno dalla fiera, a fine marzo, cioè di dedicare almeno un singolo post ad ogni brand che mi aveva colpito. Dopo Esthéthique, tocca a Rovida Design ma per due motivi particolari: il primo è perché la titolare, la designer tessile Laura Rovida, produce i propri capi in mini-serie con il telaio a mano come si faceva una volta e il secondo è per la sua recente collaborazione con il WWF nell’ambito della campagna Spiagge Plastic Free.

Laura Rovida al telaio – courtesy of Rovida Design

Dal 3 giugno scorso centinaia di volontari del WWF sono coinvolti in una maratona estiva di pulizia dei litorali dal nord al sud Italia per liberarli dall’invasione della plastica; tra i materiali recuperati, dei ‘misteriosi’ dischetti che per alcuni  giorni hanno invaso il litorale tirrenico e che sono stati poi riconosciuti come filtri di depuratore provenienti dal fiume Sele. La stessa Laura ne ha raccolti tantissimi sull’arenile antistante l’Oasi di Burano presso Capalbio e, vista la sua propensione al riutilizzo, ha pensato bene di trasformarli in spille su cui ricamarci sopra: “La loro struttura a rete mi ha ricordato la struttura tessile dei tessuti garzati” spiega Laura “dunque la cosa più naturale era ricamarci. E ho pensato subito al fenicottero rosa, la mia grande passione, la cui silhouette ho riprodotto su ogni dischetto, in seta, in alternativa al gabbiano che è l’icona del mare”. Dopodiché Laura ha contattato Fabio Cianchi, responsabile delle Oasi WWF della Maremma e insieme hanno avviato il progetto; la spilla è conservata all’interno di una piccola custodia, frutto anch’essa di materiali di recupero e si può ricevere in cambio di una piccola donazione alle Oasi WWF di Burano (centro visite) e Orbetello (Casale Giannella) oppure acquistare direttamente presso il laboratorio di Laura Rovida a Capalbio Scalo (sul sito della designer trovate l’indirizzo completo) o riceverla via posta contattando direttamente Laura al suo indirizzo mail.

Le spille riciclate by Laura Rovida+WWF – courtesy of Rovida Design

La realizzazione delle spille è in linea perfetta con il credo di Laura, che con il suo lavoro al telaio coniuga la passione per la manualità all’impegno eco-sostenibile; parlando della designer già nel post di marzo, ci aveva colpito il fatto che lo studio della filosofia all’università si era trasferito sul telaio come una sorta di chiusura del cerchio perché “tessere è un po’ come filosofeggiare”. Laura ci aveva anche detto che era, è un’appassionata di birdwatching, che dà anche il titolo alla sua ultima collezione di t-shirt, ispirata agli amati fenicotteri e ai viaggi che compiono nel Mediterraneo, viaggi lunghi che li portano a posarsi sul lago di Burano. Partecipando alle passeggiate naturalistiche con Fabio Cianchi, citato prima come direttore delle Oasi WWF della Maremma, Laura ha scoperto che da una targhetta legata alla zampa di ogni fenicottero si può risalire al suo percorso e che ogni singola scheda parla di avventure impensabili per tutto il Mediterraneo! Gli altri soggetti della collezione sono il martin pescatore e i gruccioni, specie sempre osservabili sul lago di Burano ma Laura sta ampliando i soggetti, tanto che in programma ci sono anche le gru in migrazione, tornate da poco in Maremma e i papaveri di cui, spiega Laura, fino a poco tempo fa erano pieni i campi vicino al laboratorio.

 

Cartellino naturalistico del gruccione – courtesy of Rovida Design

 

Le t-shirt sono in cotone biologico 100% certificato, stampate a mano, ognuna diversa dall’altra per colori e sfumature che Laura crea di volta in volta partendo dai colori primari e miscelandoli poi in modo diverso. Ogni maglietta si distingue dall’altra anche per la storia che racconta, storia magari legata a una migrazione, a un percorso sempre diverso, a un fenicottero che si perde (stampato sul retro della t-shirt!) o ai gruccioni che stazionano sui fili della luce, insomma l’idea della designer è quella di incorporare il territorio con il suo patrimonio naturalistico nel design del prodotto, in modo che entrambi ne escano ulteriormente valorizzati. Ogni maglietta ha poi un cartellino naturalistico che parla del soggetto stampato e che si può utilizzare anche come segnalibro.

Le t-shirt sono una novità di questa stagione ma già da un paio d’anni Laura realizza al telaio, che resta il suo strumento di lavoro principale, delle sciarpe in filato di bambù bio certificato su cui poi stampa i suoi amati volatili (che potete vedere nella foto di copertina). Poi ovviamente, al di fuori della collezione ‘Birdwatching’, c’è tutto il resto, sempre realizzato al telaio: gli scalda-collo, la maglieria, altri tipi di sciarpe e scialli, accessori e tessili per la casa, il tutto tessuto con fibre naturali e il più possibile ecologiche, dalle lane locali, in particolare quella della pecora amiatina alla seta ecologica burette e tussah al lino.

 

Ogni capo di Laura, dunque, esprime il suo universo e le sue passioni, natura, territorio, artigianato, design, materiali ecologici, tanta manualità. E magari anche quel tocco filosofico da cui non nascono solo pensieri e ragionamenti ma anche creatività e competenza per tradurre le visioni in struttura, superficie e colore.
 

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